Arte

Arteterapia e Counseling Espressivo di Gabriella Costa 


Dove va la mano là seguono gli occhiDove guardano gli occhi là si dirige la menteDove posa la mente là nasce l'emozioneDove palpita l'emozione là si realizza l'essenza dell'arte(Abhy Naya Darpana, Trattato Indiano)

Che cosa e’ l’Arteterapia? Cominciamo con l’etimologia: “Arte” = da una radice indoeuropea are o re che significa “adattare” e dal greco artuoarticolare”, nonche’ dal latino ars-artis cioe’  “modo di essere o di fare”.
Nell’antichità “arte” era intesa dunque come capacita’, talento. In seguito con lo sviluppo scientifico, l’uso della parola arte sparisce; il sapere perde il suo aspetto intuitivo e diventa sempre piu’ sperimentale (Illuminismo). Arte e Scienza quindi si separano e diventano due differenti metodi di conoscenza; ai giorni nostri la parola Arte e’ legata alla produzione estetica e l’artista e’ colui che grazie a particolari abilita’ creative e tecniche e’ in grado di dar voce alla propria sensibilita’.

Per quanto riguarda la parola "Terapia”, essa deriva dal greco “therapeia”= cura assistenza. Inizialmente era riferita solo alla cura delle patologie, in seguito con l’aumento del tempo libero e del livello di vita, lo sviluppo culturale e la presa di coscienza della soggettivita’ psichica il suo significato si e’ ampliato anche in ambito di salutogenesi come ricerca di ben-essere psichico, fisico e sociale, l’Arte-terapia si prefigge di raggiungere tutto questo attraverso l’arte e l’arte-terapeuta accoglie, legittima, rispecchia e amplifica i messaggi del cliente non solo verbali ma proponendogli di produrre oggetti artistici offrendogli una vasta gamma di materiali da scegliere liberamente.
L’Arte-terapia utilizza quindi le potenzialita’, che ognuno possiede, di elaborare artisticamente il proprio vissuto e di trasmetterlo creativamente ad altri, in questo caso il lavoro dell’art-counselor, sara’ quello di agevolare il proprio cliente a lasciar fluire liberamente le sue emozioni e a cercare  di dare forma e colore alle immagini scaturite in lui non preoccupandosi del risultato estetico, “l’armonia di colori e forme e’ fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima” W.Kandinskij.

Il passaggio dal “dentro” al “fuori” e’ un momento molto delicato; infatti se da una parte il processo creativo puo’ essere divertente e giocoso, stimolando a far affiorare il bambino che e’ in noi, dall’altra parte puo’ essere anche molto frustrante nel momento in cui non si riesce ad esprimere visivamente quello che si ha dentro per la poca padronanza delle tecniche artistiche.

E’ molto importante che in questi momenti il Counselor abbia una grande sensibilita’: egli puo’ chiedere al cliente quali cambiamenti potrebbe apportare al suo lavoro per provare maggior soddisfazione, oppure puo’ proporre  al cliente di sperimentare un altro strumento, o ancora, puo’ lavorare con lui scarabocchiando liberamente insieme con una musica di sottofondo per favorire un minor controllo e una maggiore intimita’.

In altri casi il processo creativo puo’ portare in superfice vissuti a lungo repressi e quindi liberare forti emozioni come rabbia, pianto; di cio’ non bisogna aver paura e il compito dell’art-counselor sara’ quello di contenere questo momento di catarsi del cliente cercando di  mettere in comunicazione le parole con le immagini in modo che il cliente veda cio’ che ha prodotto come una specie di “finestra sul mondo”  che possa aiutarlo ad entrare in con-tatto con l’esterno cosi’ da raggiungere quell’unita’ delle parti (soma e psiche) fondamentale per il ben-essere.

Per Counseling-Espressivo si intende quindi quella particolare relazione d’aiuto che si serve delle immagini e del “fare” artistico per agevolare l’autoconsapevolezza che portera’ al cambiamento. 

Immagini dunque come filo d’oro che favorisce la connessione tra mente e corpo. L'arteterapia utilizza strumenti semplici al servizio di linguaggi complessi; ciò che possiamo dire con le forme e i colori emerge spontaneamente e in modo immediato, benchè non mediato, così da raccogliere dalle profondità contenuti altrimenti inesprimibili.

Infatti, mentre le parole implicano la concettualizzazione e la verbalizzazione del disagio, e possono mentire, nascondere, o dimenticare, le immagini non mentono: sono immediate, autentiche, partono dal profondo ed è più facile esprimerle perché non creano barriere di difesa.

“Arte” quindi come “contenitore emotivo” dove trovano spazio le emozioni che causano disagio, tensione, disorientamento, passività o aggressività, ma anche quelle che danno gioia, allegria, entusiasmo e serenità.
Immergendoci nel nostro atto creativo abbassiamo le resistenze e le censure di quella parte cosciente di noi che ci “critica” e ci “giudica”, facilitando il contatto con il nostro sé più intimo.

Ci si mette in gioco-e-nel gioco secondo il proprio sentire, sperimentando così quella unità mente-cuore che spesso ci neghiamo e ci sentiamo negata.
Permettendo al nostro sentire interiore di esprimersi, apriamo la strada ad una maggiore consapevolezza di noi, della nostra forza e delle nostre abilità risolutive.

Lavorare con la creatività significa aiutare le persone ad esperire un modo nuovo, una visione nuova o un punto di vista diverso su pensieri, situazioni, esperienze passate e non che condizionano il presente, modificando così schemi ripetitivi di vita che paradossalmente ci rassicurano, ma, al contempo, creano blocchi e disagi.


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